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La
Maddalena: sviluppi dell’inchiesta sui furti allo spaccio Usa
Film hard, ricatti
ed estorsioni dietro l’arresto del maresciallo
Le scene calde sarebbero state girate in una cabina del quadrato
ufficiali della Emory Land la nave appoggio Usa
LA MADDALENA. Quello appena disposto dalla Procura della Repubblica di
Tempio sarà certamente catalogato come l’ultimo degli “omissis” che,
per trent’anni, hanno costellato di segreti e misteri la presenza
della marina statunitense sull’isola di Santo Stefano. Il caso
riguarda un sottufficiale dell’Arma, Attilio Mele, già comandante
della stazione carabinieri della Maddalena, il suo amico Carmine Di
Martino, ex responsabile civile dello spaccio della base Usa della
Maddalena e una donna ufficiale della Us Navy coinvolta (suo malgrado)
in un “affaire” di sesso e estorsioni finito male, malissimo.
Si è tentato di barattare delle scene di sesso, girate amatorialmente
all’interno di una delle cabine del quadrato ufficiali della “Emory
Land” - la nave che poco meno di un mese fa ha lasciato il trentennale
ormeggio di Santo Stefano per rientrare, con i suoi cuccioli
sottomarini armati con testate nucleari, in patria -, con una
riassunzione in massa nello spaccio militare, depredato per anni dai
dipendenti infedeli. Quel segreto riguardava le riprese hard
effettuate con una videocamera (magari, questa sì, regolarmente
acquistata nello spaccio depredato per anni) e che, nell’angusto
spazio della cabina di una nave militare, immortalava la “ufficiale
gentildonna” mentre, anima e corpo, era impegnata in esercitazioni
fuori ordinanza.
Una registrazione privatissima, capitata chissà come nelle mani
sbagliate, che Carmine Di Martino avrebbe voluto sfruttare a suo
favore. Dopo la sospensione dal servizio, dovuto alle perquisizioni
effettuate nel luglio scorso dalla guardia di finanza e dal Ncis (gli
007 della marina statunitense) che trovarono nella sua abitazione e
nei suoi garage tanto di quel materiale elettronico da porter aprire
uno spaccio in proprio, l’uomo, pare consigliato dal maresciallo Mele
su cosa dire durante l’interrogatorio - «devi sostenere che
quella merce te l’hanno regalata gli americani», gli avrebbe
detto: ma i due ignoravano d’essere intercettati dalla guardia di
finanza - cercò di rientrare di prepotenza dentro lo spaccio,
chiamando in causa direttamente il commodoro Usa, Gregory Billy. Al
quale, telefonicamente, chiese un appuntamento. L’alto ufficiale, nel
settembre scorso, incaricò di occuparsi del caso il responsabile delle
pubbliche relazioni della base Usa, Richard Johnson. Che, all’interno
di un bar della Maddalena, si trovò faccia a faccia con Di Martino e
il maresciallo Attilio Mele. «Avrei un filmato che potrebbe
mettere in serio imbarazzo i vertici della marina Usa»,
avrebbe detto l’uomo, sollecitando, come contropartita, il suo
reintegro (e quello di altri dipendenti civili) nello spaccio
militare. L’ufficiale statunitense, sorpreso dalla presenza a quel
riservatissimo incontro del maresciallo Mele, rientrò a bordo e riferì
il tutto al commodoro. Il quale impiego meno di un minuto per
informare dell’accaduto gli ufficiali della guardia di finanza di
Sassari e Olbia che stavano occupandosi delle “sparizioni” per
centinaia di migliaia di euro di mercanzia dallo spaccio Usa. Pochi
giorni dopo (il perchè resta coperto dagli “omissis”), il maresciallo
Mele avrebbe consegnato, segretamente ripreso dalle telecamere della
fiamme gialle, il compromettente Cd al responsabile delle pubbliche
relazioni Usa. L’inchiesta, a quel punto, ebbe un’impennata clamorosa.
Il pubblico ministero Elisa Calligaris, che stava indagando sui furti
allo spaccio americano, formulò i capi d’accusa per il sottufficiale
dei carabinieri e il suo amico Carmine Di Martino: tentata estorsione
e associazione per delinquere, in
concorso con altri indagati, finalizzata al furto e al contrabbando.
Chiedendo al gip del tribunale di Tempio l’emissione di una misura
cautelare nei confronti dei due. Il maresciallo Attilio Mele e Carmine
Di Martino sono finiti agli arresti domiciliari, e nei prossimi giorni
è previsto uno dei primi interrogatori di garanzia. Il fascicolo, ora,
è stato secretato dalla magistratura gallurese, ma molte notizie
continuano a trapelare.L’inchiesta, portata avanti da circa un anno
dalla guardia di finanza, riguardava (inizialmente) soltanto i furti
che, sistematicamente, venivamo messi a segno all’interno dell
minimarket Usa da parte di diversi dipendenti. Spariva di tutto, dal
materiale elettronico alla carta igienica. Un affare lucrosissimo, che
sarebbe stato gestito - stando alle meticolose indagini delle fiamme
gialle di Olbia e del comando provinciale di Sassari -
da Carmine Di Martino e da un ex dipendente americano della base
navale. Un business a spese dell’amministrazione militare Usa per il
quale valeva la pena rischiare ulteriori incriminazioni tirando in
ballo il filmato hard compromettente, un qualcosa di scabroso che, non
avendo come protagonista una marinaia semplice, avrebbe gettato
discredito, in un ambiente sessuofobico come quello militare
americano, sui quadri di comando dell’Emory Land.
Di Giampiero Cocco (18
novembre 2007)
Fonte: espresso.repubblica.it
Arresto del maresciallo Mele spunta un
filmino a luci rosse
La Maddalena. L'inchiesta partita
dai furti allo spaccio della base navale. La reazione degli isolani.
Tra gli atti dell'inchiesta
“Manolesta” che ha portato all'arresto del comandante della stazione
dei carabinieri Attilio Mele ci sarebbe anche un filmato. Nulla di
compromettente per il sottufficiale finito ai domiciliari, perchè le
sequenze comprese nel fascicolo aperto dalla Pm Elisa Caligaris, se
rese pubbliche, avrebbero piuttosto messo in difficoltà alcuni
militari della Us Navy, ripresi in atteggiamenti non proprio marziali.
Attorno a questo filmato ruota l'ultima parte dell'indagine,
sensazionale appendice ai furti negli spacci della base.
QUELLA CANDID CAMERA fatta in casa
sarebbe servita a ricattare i militari e a scongiurare eventuali
provvedimenti verso i responsabili dei furti. Su questo aspetto
poggerebbe l'accusa di tentata estorsione al maresciallo Mele, perchè
il militare sarebbe stato a conoscenza di questo ricatto compiuto ai
danni dei vertici della base di Santo Stefano ma avrebbe tenuto la
cosa per sè trascurando di farne oggetto di indagine. Più difficile
spiegare l'imputazione per associazione a delinquere a fini di spaccio
e contrabbando, altra pesantissima accusa mossa nei confronti del
carabiniere dal magistrato.
SONO LE POCHISSIME informazioni che
filtrano dalla fitta cortina di riserbo che protegge l'inchiesta della
Procura tempiese: il procedimento è secretato e nessuno ne vuole
parlare,men che mai le forze dell'ordine gravemente imbarazzate
dall'incidente. Che Attilio Mele fosse un tipo chiacchierato a La
Maddalena nessuno lo nasconde.Nè più nè meno di tutti coloro che si
trovano a gestire una qualche forma di potere, giustifica al telefono
un amico, ancora incredulo. Di certo, però,non si può dire che la
comunità isolana sia sgomenta o che la notizia sia giunta come un
fulmine a ciel sereno, come scriverebbero i cronisti a corto di
fantasia: in giro si sapeva che l'inchiesta avrebbe portato ad esiti
clamorosi e che le attenzioni si stavano concentrando anche su chi
avrebbe dovuto vigilare sui loschi traffici scoperti la scorsa estate
dalla Guardia di Finanza. Il day after è tutto nel brusio della
piazza, che rievoca episodi per tanto tempo taciuti e oggi tornati
miracolosamente alla luce assieme al tintinnare delle manette: io
sapevo questo, io sapevo quello.
MA C'E' ANCHE chi giura che Mele
fosse un carabiniere integerrimo,tradito da amicizie di lungo corso
maturate nei suoi venti anni di permanenza a LaMaddalena. Insomma, il
centro dell'arcipelago è diviso. Ma questa non è una novità, in una
comunità che divisa lo è sempre stata.
Di Francesco Giorgioni.
Fonte :Il
Sardegna 16 novembre 2007
BRANDANU NUOVO
COMANDANTE
Sostituisce Attilio
Mele, che è stato sospeso dal servizio La Maddalena, Giulio Brandanu
nuovo comandante dei carabinieri
LA MADDALENA. Nuovo
comandante per la stazione dei carabinieri. Il comando regionale ha
nominato alla guida dei militari nell’isola il maresciallo Giulio
Brandanu. Un uomo di grande esperienza con incarichi in provincia di
Livoro e Roma. Nel suo curriculum anche una missione in Iraq. Brandanu,
45 anni, è nato a San Teodoro. Era comandante della stazione di Sennori
e prima ancora aveva guidato gli uomini del 112 a Nule. Il maresciallo
prenderà servizio nei prossimi giorni. Sostituisce il comandante Attilio
Mele, ora sospeso dal servizio. La scelta dei carabinieri è caduta su un
una figura autorevole che dovrà gestire l’isola in uno dei periodi più
importanti per La Maddalena. I primi tre giorni di luglio del 2009 i
potenti della terra si incontreranno nell’arcipelago. Il G8 non sarà
solo una vetrina internazionale, ma anche un evento mediatico da gestire
con la massima attenzione, sia per l’importanza degli ospiti, sia per
gli eventuali contestatori che potrebbero arrivare in massa sull’isola.
fonte:
isolano.it
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