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E' il secondo anno che aiutiamo Azzurra. E' necessario raggiungere la cifra per avviare il 2° ciclo di terapia. Nel primo anno di terapia, Azzurra ha ottenuto incoraggianti miglioramenti che vanno supportati. Scarica la favola in formato PDF Clicca qui Foto: Azzurra nella camera iperbarica
Foto: Azzurra in volo per gli States in braccio al suo papà.
Per aiutare Azzurra:
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Dicono che per un sorriso di un bambino una stella si accenda in cielo. Ogni vita e preziosa e ogni bimbo è un dono, Azzurra, ha bisogno di noi, deve viverla e respirarla questa vita. Azzurra ha bisogno di un sorriso, di una mano grande che avvolga la sua e la scaldi, il suo cuore di bambina deve riempirsi ancora di colori e crearne di nuovi, di colori che noi ancora non conosciamo. Azzurra è stanca, ma non troppo stanca per lottare. Dopo aver appreso la storia di Azzurra i bambini di una scuola elementare sarda, con l'illuminante e innovativa collaborazione della loro maestra Simona, hanno voluto dare il loro piccolo aiuto: scrivere una fiaba piena di magia che si percepisce, quasi si tocca, e con la presenza della protagonista, antagonista...e rispettivo e immancabile lieto fine, il lieto fine che aspettiamo tutti. Un lieto fine che non speriamo, ma aspettiamo.
Talulah, la bambina che sognava i colori.
In una valle incantata ai piedi di Hassun, un imponente monte, viveva una bambina e la sua famiglia.
Il suo nome era Talulah, che significa acqua che salta. Insieme a Shima e a Makya, i suoi genitori, Talulah amava passeggiare nel bosco, ammirarne i colori e respirarne i profumi. Lì, c’era anche una grande quercia. Spesso Talulah si sedeva sotto la sua ombra, chiudeva gli occhi e sognava…I suoi sogni erano tutti a colori, tanti colori!
Dal verde speranza, al rosa rassicurante; dal bianco candido, al giallo luminoso; ma il colore che sognava di più era l’azzurro del cielo, dove le nuvole giocano a rincorrersi e il Sole sorride felice.
Era veramente felice, ma, improvvisamente, la sua vita cambiò. La sua mamma, Shima, si ammalò e giorno dopo giorno cominciò a stare sempre peggio. Il sorriso di Talulah si spense lentamente, diventò sempre più triste e non riuscì più a sognare i colori
Nonostante le difficoltà, Talulah fu molto coraggiosa, ma era pur sempre una bambina. Un giorno, per non farsi scoprire dai suoi genitori, corse nel bosco, si sedette ai piedi della grande quercia e cominciò a piangere. Le sue lacrime penetrarono sulla terra e arrivarono alle radici dell’albero, risvegliandolo da un sonno profondo. - Che c’è bella bambina? Talulah sobbalzò e si guardò intorno. Non vide nessuno, era sola, ma… quella voce? Era certa di averla sentita! Il grande albero mosse dolcemente i suoi rami e disse:
Sono io! Mi chiamo Adahy e sono una quercia magica, che parla solo con le persone dal cuore puro come il tuo! Talulah sgranò gli occhi per la meraviglia, pensava che gli alberi parlanti esistessero solo nelle favole e invece…era tutto così reale e stava capitando proprio a lei! Superata la sorpresa iniziale, la bimba cominciò a raccontarle della madre e della sua malattia. Le spiegò che nessun medico della valle era in grado di curarla, perché mancavano le medicine e quelle le aveva solo l’orco che viveva nella cima del monte Hassun. Lui era molto egoista e non dava mai niente a nessuno senza avere nulla cambio. Aiutare la gente poi…era una perdita di tempo! Adahy ascoltò in silenzio, poi disse: - So io come aiutarti! Alla fine di questo sentiero, troverai Algoma, la valle dei fiori, dove solo pochi possono entrarvi. Lì crescono numerose margherite gialle e tra loro Hurit, l’unica ad essere diversa. Contiene una polvere magica che riesce ad addolcire anche il cuore più duro. Su di lei vigila Kimana, una creatura dai mille colori ed è a lei che dovrai rivolgerti quando la troverai. Ora và, corri perché ogni minuto è prezioso. Talulah ringraziò Adahy e cominciò a correre con tutte le sue forze, senza fermarsi un solo istante a prendere un po’ di fiato.
Ben presto si ritrovò ad Algoma…che spettacolo! Non aveva mai visto così tante margherite gialle con un profumo così intenso...sapeva di buono! Rimase incantata un istante, poi, stando attenta a non calpestarne nemmeno una, cominciò la sua ricerca.
- Eccola! Come è bella! I suoi petali erano di un azzurro così intenso che persino il cielo era un po’ invidioso! Sopra di lei Kimana, la sua custode. - Ciao dolce bambina! So tutto, sai? - Sai tutto? E come fai? - So leggere nel cuore della gente e nel tuo ho letto una grande tristezza, un gran coraggio e soprattutto tanto amore. Per questo ti aiuterò!
Talulah abbozzò un sorriso, poi domandò: - Come farò a portare la polvere magica all’orco? Io sono così piccina e lui così grosso! Vive in cima al monte…come farò ad arrivarci? - Non disperare mia cara, ora prenderò un po’ di polvere e il mio amico Cervo che corre, ti aiuterà ad arrivare lassù. Io vi seguirò e mentre l’orco dorme, farò cadere la polvere magica all’altezza del suo cuore. Quando si sveglierà, sarà buono e ti darà tutto ciò che serve per far guarire tua madre. Tornerete ad essere felici come è giusto che sia…credici! Così avvenne.
La madre di Talulah cominciò a riprendere le forze sino a quando guarì completamente. Il sorriso illuminò ancora il viso della piccola Talulah, che tornò ad essere serena e a sognare i colori all’ombra di Adahy. E l’orco, che fine fece?
Il suo cuore ora batteva in modo diverso, infatti decise di scendere dal monte per aiutare tutte le persone che avevano bisogno di cure. E siccome gli orchi non invecchiano mai, continuò la sua opera per sempre. Ah…dimenticavo! Da allora, si fece chiamare Qaletaqa, perché era un guardiano della gente. GLI AUTORI DELLA FIABA E DEI DISEGNI SONO I BAMBINI DELLA MAESTRA SIMONA. A LORO VA TUTTO IL NOSTRO RINGRAZIAMENTO.
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