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"LIBERTA' FONDAMENTALI NON SONO SOLO INVIOLABILI PERCHE'
GARANTITE DALLA DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL'UOMO, SONO
ANCHE INTOCCABILI PERCHE' GELOSAMENTE CUSTODITI NEL PROFONDO DEL
CUORE! SONO INAFFERRABILI DAGLI ANIMI INSENSIBILI"
RaisinSioux


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La Catena di San Libero n. 383
Di
Riccardo Orioles
8 giugno 2009
In realtà
Giornale radio. Il "Polo della Libertà" di Silvio
Berlusconi batte di misura, con poco più di due punti di vantaggio,
l'"Ulivo" di Romano Prodi.
Il Presidente della
Repubblica Giorgio Napoletano ha dunque incaricato oggi il dott. cav.
Silvio Berlusconi di formare il Governo". leggi tutto
La Catena di San Libero n. 382
Di
Riccardo Orioles
5 giugno 2009
Lettera
dalla Sicilia
Graziella Proto, amministratrice e redattrice dei Siciliani anni '80,
sta perdendo la casa per via dei vecchi debiti del giornale.
L'antimafia è bella e tutti appoggiano l'antimafia, si capisce: però
le
cambiali, oltre vent'anni fa, le ha dovuto firmare Graziella.
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La Catena di San Libero n. 381
Di
Riccardo Orioles
10 febbraio 2009
Tecnica del colpo di stato
Ci sono due tipi di persone completamente differenti,
in questi giorni, che appaiono confuse fra loro ma non hanno, come
esseri umani, assolutamente nulla in comune. Quelli che in buona fede
"difendono la vita" e la danno giustamente un valore superiore a ogni
altra cosa. E quelli che difendono semplicemente un potere. I primi
sbagliano solo, secondo me, su un elemento di fatto: un corpo che
credono vivo (per come presentato dai media) e che in realtà non lo è.
I secondi, lucidissimi, gestiscono il passaggio finale del Piano di
Rinascita: l'abolizione dell'odiata democrazia (comunista, faziosa,
antifascista, demagogica, senzadio, modernista e chi più ne ha più ne
metta: sono tutte definizioni storicamente usate in un momento o
nell'altro) e l'instaurazione del regime d'ordine, della dittatura dei
pochi.
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La Catena di San Libero n. 380
Di
Riccardo Orioles
14 gennaio 2009
Maschi adulti e bambini
Va molto bene, la guerra contro i bambini. Dopo tanti falsi allarmi e
delusioni, finalmente stiamo vincendo noi adulti, senza discussioni.
Dopo anni e anni di lotta - in Bosnia, in Africa, alle fermate dei bus
a Tel Aviv, davanti alle baracche dei campi profughi in Palestina - si
comincia a intravvedere una svolta, una soluzione. Non possono più
resistere molto a lungo. Non è solo questione di tecniche moderne, di
bombe al fosforo e cinture esplosive. E' che finalmente ci siamo
liberati da tutte quelle vecchie superstizioni (quanta gente, fino a
pochi anni fa, ci credeva ancora!) per cui non puoi cacciare le
rondini, non puoi bruciare i cani per divertirti con la benzina, non
puoi picchiare le donne e manco ammazzare i bambini. Medioevo, tabù.
Ora tutto è diventato più moderno e più civile. Che crepino! Abbiamo
delle strategie da seguire. Non si può fare la frittata senza rompere
qualche uovo. Effetti collaterali. Ci dispiace.
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La Catena di San Libero n. 379
Di
Riccardo Orioles
31 dicembre 2008
Piombo Fuso
E Hitler, giù al'inferno, ride.
Pippo Fava, i giovani e il dopo-Ciancio
Gli amici di Ciancio? Siamo noi. Facciamo ottimi siti, giornaletti e
giornali, avremmo le forze per fare un'informazione non inferiore alla
sua (specie ora che c'è internet), ma ci ostiniamo a restare ognuno
per sé, senza osar fare il salto di qualità, il “tutti insieme” che ci
consentirebbe di cambiare Catania da così a così
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La Catena di San Libero n. 378
Di
Riccardo Orioles
23 dicembre 2008
Settembre (Otto)
Il Partito Democratico non esiste più, esattamente come da un certo
momento in poi non esistette più il vecchio Partito Socialista.
Milano, i tranvieri e i "ghisa", gli onesti ragionieri, i sindaci
grigi e perbene, il primo maggio, le riforme, il divorzio, Strehler,
"Ma mì", Milva, lo statuto dei lavoratori: tutto questo, una volta,
era stato il partito socialista.
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La Catena di San Libero n. 377
Di
Riccardo Orioles
4 dicembre 2008
L'onorevole Trombetta
L'onorevole Cosimo Trombetta, parlamentare Pd di Voghera, è da oggi
segretario del Partito democratico. L'ha deciso il Capo del Governo
Silvio Berlusconi per sciogliere la lunga impasse (che data dai corsi
delle Frattocchie del 1965) fra Walter Veltroni e Massimo D'Alema.
L'obiettivo del Partito Democratico, come tutti sanno, è di tener
lontani dal potere Prodi e D'Alema. La "mission" di quest'ultimo,
viceversa, è radere al suolo Veltroni e seminarci il sale sopra.
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La Catena di San Libero n. 376
Di
Riccardo Orioles
18
novembre 2008
Genova
1) "Infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto":
- I black bloc, a Genova nei giorni del G8, vennero visti e
fotografati insieme con poliziotti. L'assalto al centro-stampa dei
pacifisti, alla Diaz, venne effettuato anche per impadronirsi degli
hard-disk con le foto.
2) "Lasciare che devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e
mettano a ferro e fuoco le città":
- I black bloc vennero lasciati liberi di fare quello che volevano.
Vennero invece picchiati i boy-scout e i pacifisti cattolici.
3) "Dopo di che, massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli
tutti in ospedale":
- Fatto.
4) "Serve una vittima e poi si potranno usare le maniere forti":
- La vittima serve a provocare la reazione incontrollata degli
oppositori e a proclamare quindi lo stato d'emergenza ("le maniere
forti"). Nel '77 il "movimento" cadde nella trappola. Nel 2001 no.
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La Catena di San Libero n. 375
Di
Riccardo Orioles
11
novembre 2008
Oh, Bamah!
Parma. Molta paura ma per fortuna nessun danno alle persone è il
bilancio dell'improvvisa incursione aerea scatenata stamane sulla
città emiliana. All'origine del drammatico episodio il fermo, avvenuto
nella tarda serata di ieri, del giovane Akia Zonga, di anni 21 e di
cittadinanza keniota, da parte di una pattuglia di vigili urbani.
Questi, dopo aver preso a calci il ragazzo e avergli causato lesioni
al braccio destro e all'arcata sopracciliare sinistra, gli hanno
chiesto che cosa facesse in giro a quell'ora fuori dal suo luogo di
lavoro. Il giovane ha tuttavia avuto la presenza di spiritodi estrarre
il cellulare e comporre il numero verde dell'Ambasciata americana, che
ha immediatamente fatto decollare due F-115 dalla portaerei
"Geronimo".
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La Catena di San Libero n. 374
Di
Riccardo Orioles
5
novembre 2008
Di
che cosa è fatto un sessantotto
Mah, questo secondo me è un sessantotto. Non è, ovviamente, il '68
(che a sua volta dichiarava: "Non sono il Quarantotto!"), è
semplicemente uno dei tanti sessantotti che periodicamente si
verificano, cambiano il mondo in basso e vengono venduti e esorcizzati
in alto. Di che cosa sono composti i
sessantotti?
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La Catena di San Libero n. 373
Di
Riccardo Orioles
22 ottobre 2008
Saviani
Anche oggi Marco ha preso il motorino, è uscito
di casa e se n'è andato in cerca di
notizie. Ha lavorato tutto il giorno e poi le ha mandate in internet a
quelli che conosce. Fa anche un giornaletto (Catania Possibile)
di cui finalmente anche i lettori hanno
potuto vedere un numero (il primo solo i poliziotti incaricati
di sequestrarlo in edicola) con relative
inchieste. Non ci guadagna una lira e fa questo tipo
di cose da una decina d'anni. Ha perso,
per farle, la collaborazione all'Ansa,
la possibilità di
uno stipendio qualunque e persino di una
paga precaria come scaricatore: anche qui, difatti, l'hanno licenziato
in quanto "giornalista pacifista". Marco non ha paura (nè della fame
sicura nè dei killer eventuali) ed è contento di
quel che fa.
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La Catena di San Libero n. 372
Di
Riccardo Orioles
13 ottobre 2008
"Parla, Santapaola!", "Zitto tu, Fava!"
"Io, Vincenzo Santapaola, vi dico...". Uno degli ultimi contenuti de
La Sicilia di Catania, sotto forma di lettera, ma senza alcun
intervento redazionale, è un vero e proprio editoriale di un boss
mafioso. Contemporaneamente, e da oltre un anno, Ciancio vieta ai suoi
cronisti di pubblicare dichiarazioni e notizie su Claudio Fava. Un
episodio gravissimo, che segna un punto di non-ritorno. E la
Magistratura? Ponzio. E l'Ordine dei Giornalisti? Pilato.
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La Catena di San Libero n. 371
Di
Riccardo Orioles
4 ottobre 2008
Minorenni
Gli abitanti di Catania hanno deciso che bisogna lasciare l'immondizia
per le strade, che bisogna tenere la città al buio, che non bisogna
pagare i comunali, che i politici si debbono prendere tutti i soldi
che vogliono e che bisogna vendere il teatro Bellini al Qatar e
Sant'Agata ai giapponesi. L'anno deciso in piena libertà due volte,
prima votando Scapagnini e poi dando l'ottanta per cento dei voti agli
amici suoi.
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La Catena di San Libero n. 370
Di
Riccardo Orioles
27
settembre 2008
Prima volta
Per la prima volta in Campania c'è stato un movimento di massa contro
la camorra. Non l'hanno fatto i campani, l'hanno fatto i negri. Hanno
fatto casino, hanno sfilato, hanno gridato frasi contro i camorristi e
i loro complici. Hanno fatto disordine, hanno dato fastidio alle
vetrine. E cos'altro potevano fare? La legge non gli concede nessun
altro modo di esprimersi. E lo stesso a Milano: i neri, i senzaviso, i
pochi bianchi umani e timorati di Dio hanno finalmente trovato il
coraggio di scendere nella strada a dire "basta".
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La Catena di San Libero n. 369
Di
Riccardo Orioles
19
settembre 2008
Notizie vere, notizie
false
Un avviso di garanzia ai sensi dell'articolo 656 del Codice Penale è
stato inviato ieri dalla Procura di Catania al direttore del
quotidiano locale La Sicilia, Mario Ciancio. La decisione dei
magistrati catanesi sarebbe motivata dalla "notizia", pubblicata con
grande evidenza dal quotidiano catanese nel maggio scorso, di un
presunto tentativo di rapimento perpetrato da zingari all'uscita di un
supermercato.
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La Catena di San Libero n. 368
Di
Riccardo Orioles
24
giugno 2008
Ti
delo? ("Che fare?")
La cosa che dobbiamo fare è ingaggiare Bossi, fargli fare un movimento
per l'indipendenza della Sicilia, levare la Sicilia dall'Italia e
farla votare per conto suo. Questo sarebbe determinante. In Italia
senza i voti dei siciliani non solo non avrebbe vinto Berlusconi le
prime volte, ma neanche Andreotti sarebbe mai riuscito a diventare ciò
che è diventato (in fondo la prima Repubblica l'ha ammazzata lui).
Senza i dc siciliani (400mila negli anni '60) la Dc sarebbe rimasta un
pacifico partito perbene guidato da Fanfani e Moro, Andreotti sarebbe
rimasto un notabile laziale e Berlusconi, più avanti, sarebbe finito
in galera per reati minori o sarebbe rimasto al massimo una specie di
Ricucci con più parlantina. E invece no. Nei momenti decisivi, i
siciliani hanno votato in massa per il peggio che si trovava,
inguaiando così non soltanto se stessi ma anche tutti gli altri
italiani.
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La Catena di San Libero n. 367
Di
Riccardo Orioles
18
giugno 2008
Ora
Io non credo che Falcone sia un cretino come dice l'autorevole giudice
Carnevale. Mi dispiace sinceramente che l'abbiano ammazzato, e così
per Borsellino, Livatino e gli altri. Io penso che i giudici siano
meglio dei mafiosi e per me l'eroe non è Mangano ma Borsellino. Mi
dispiace che un sacco di esseri umani siano annegati in mare dalle
parti nostre (quasi quattrocento, dicono i giornali) mentre io andavo
a votare, e questo perché la legge dice che devono venire di nascosto.
Mi dispiace che fra loro c'erano così tanti bambini. Mi fa schifo la
gente come Bossi che ha detto tante cose schifose contro i
meridionali, e preferirei crepare piuttosto che allearmi con lui.
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La Catena di San Libero n. 366
Di
Riccardo Orioles
9 giugno 2008
"Rauss!
Schnell!"
La polizia è arrivata, ha circondato il campo, ha messo la gente in
fila, ha ritirato i documenti e ha cominciato a fare le perquisizioni.
Fra i messi in fila e i perquisiti c'è anche una medaglia d'oro,
Giorgio Bezzecchi. "Mio nonno è finito ad Auschwitz, col fascismo di
allora. Mio padre è scampato per caso alle retate. Noi siamo qui in
Italia da sessant'anni. Siamo italiani. Vergogna!". Imbarazzo fra i
funzionari e nei giornali. Forse qualcuno ha ecceduto. Forse bisognava
metterci un po' di diplomazia. "Ma con tutti gli zingari che ci sono,
proprio uno con la medaglia d'oro dovevi andare a beccare!". "Un
equivoco, Eccellenza.
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