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Le
notizie ignorate: Quel fattaccio de La Maddalena
Il posto e' la Maddalena, una perla di
isola invidiata da tutti, all'Unesco si parlava di rendere il posto
patrimonio dell'umanita'. Il protagonista della storia si chiama
Andrea, per gli amici e' Indio, ama la sua terra come un indiano
difendeva la propria. Definisce il suo territorio "la riserva".
Il fatto e' la lotta per un diritto inviolabile: l'acqua. Tutto
comincia con una inchiestina sui costi delle bollette dell'acqua nella
Maddalena. Bollette illegali perche' non si paga a consumo ma a
fortait: 120 euro a capoccia. Se una famiglia di cinque persone vive
solo con una pensione minima, praticamente se ne va tutto per l'acqua.
Poi e' uscito il discorso della potabilita'. Da oltre quindici anni,
gli abitanti della Maddalena comprano acqua per cucinare, per lavarsi
i denti, per bere, non si usa l'acqua dei rubinetti perche' esce di un
colorito strano, quando sembra pulita e ci si azzarda a fare docce, si
esce con eritemi sulla pelle. Gi abitanti della Maddalena cucinano con
l'acqua delle bottiglie perché 'acqua che dovrebbe essere potabile ha
un eccessivo tasso di virus intestinali. Il loro diritto inviolabile
all'acqua e' continuamente violato, non solo, chi non accondiscende
alle decisioni prese dal comune (e cioe' pagare come potabile un'acqua
che non lo e' affatto, o non accettare bollette a forfait invece che a
consumo, come vorrebbe la legge), e' considerato una "testa calda",
come il nostro Indio, un sovversivo, che spinge la popolazione a
ribellarsi a un sistema illegale, solo perche' in comune ci sono le
casse vuote. E a farne le spese sono i pensionati e gli abitanti con
basso reddito.
Un paio di anni fa, un padre di famiglia fece fare le analisi
batteriologiche a sue spese perche' gli era nata una bimba
prematuramente e "pretendeva" di fare i bagnetti con la sicurezza di
non rischiare la salute della piccola. I risultati delle analisi
fecero accapponare la pelle:
infiltrazioni di acque fognarie nelle tubature.
Praticamente nella Maddalena si lavano con acqua e qualche pezzettino
di cacca (residui fecali, dicono le analisi). Sara' per questo forse
che c'e' alla Maddalena una bella serie di malati di salmonellosi,
dermatiti e virus intestinali. Inizialmente i cittadini pensavano a
qualche allergia a saponi, poi vedendo che cambiando sapone la
situazione non migliorava, e' rimasta l'ultima ipotesi: l'acqua
inquinata. All'ufficio idrico dicono che e' stata potabilizzata, ma
gli abitanti continuano a star male, ad avere dermatiti, a sentire un
cattivo odore, e a vedere il colorito a volte giallognolo, che fa
desistere dall'attaccarsi al rubinetto, anche con l'aria piu' torrida.
Andrea/Indio, il nostro protagonista, ha cominciato a fare ricerche
sulla legalita' delle strutture nell'isola, e ha cominciato a
coinvolgere tutte le famiglie che non arrivano a pagare le salatissime
bollette che arrivano, nonostante l'acqua non sia usata da nessuno. Ed
e' quindi cominciato il calvario, una petizione che ha visto coinvolti
gli abitanti del posto. Ogni firma e' stata protocollata in comune,
tutte le firme richiedevano un corretto utilizzo delle risorse,
bollette eque e per tutti. La gente ha cominciato a dare segni di
stanchezza. Lavorare per pagare un servizio che non e' stato mai
erogato, non e' umano. Tutti hanno diritto ad una vita dignitosa, e
Indio ha cominciato ad affiggere locandine in tutta l'isola, per
informare la popolazione delle irregolarita' a cui si andava incontro.
Ogni volantino regolarmente timbrato dal comune, pagando di tasca
propria.
E ai volantini seguiva il silenzio assordante delle amministrazioni
comunali. Per far notare che la protesta non poteva passare
inosservata, Indio ha cominciato a fare striscioni con lenzuola nello
stile delle proteste antimafiose che seguirono alla morte di Falcone e
Borsellino. E cosi' la gente comune ha cominciato a esporsi in prima
persona. Indio aveva di fatto aperto la strada a tutti quelli che
volevano ribellarsi a questo stato di fatto. L'amministrazione
comunale e' assente? Gli uffici di competenza non danno spiegazioni?
Ecco che si parte con le lenzuola: "coca cola, e sai cosa
bevi - acqua cola, e sai solo quanto paghi".
Questa storia va avanti per un paio di mesi, finche' qualche
"coraggioso" decide, la notte del 10 giugno, di pestare Indio, per il
servizio fatto. Gia' precedentemente erano arrivate minacce alla
moglie, hanno bruciato l'automobile, e ora siamo passati alle vie di
fatto. Portato in un vicolo
isolato dalla macchina dei carabinieri, senza nessun apparente motivo,
tre personcine perbene sono sbucate all'improvviso e hanno gonfiato il
nostro amico come una zampogna. Ha perso i sensi e si e' risvegliato
dentro l'ambulanza, con vari ematomi e contusioni al costato e agli
arti. Circa una
settimana di prognosi, che servira' a ricarburarsi prima di riprendere
la battaglia. Chi gli stava intorno e' stato gia' minacciato: "la
prossima sei tu".
Un modo molto codardo per dare una lezione. Tre contro uno, di notte,
con tanto di effetto sorpresa.
Stranamente, proprio il giorno dopo il pestaggio, il comune annuncia
fiero che ha fatto pulizia togliendo le lenzuola usate per la
protesta. Se questa sia stata un'azione coordinata non lo sappiamo,
certo e' che sono stati casualmente tempestivi, nel togliere tutto
proprio mentre lui era fuori combattimento. Ma sapete... se andate a
caccia e non ammazzate il leone al primo colpo, allora non vi rimane
che scappare, perche' diventa cattivo. E molto. Di
Antonella
Serafini
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