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Portelli va
avanti nella lotta agli abusi edilizi
La
Maddalena, sopralluogo a Nido d’Aquila per una verifica
della situazione
Neppure il tempo incerto ha fermato il commissario Ignazio
Portelli del comune della Maddalena e il responsabile
regionale Pietro Unali nel sopralluogo alla batteria di
Nido D’Aquila, dove sono stati costruiti degli abusi nelle
case del demanio, occupate da diverse famiglie.
La visita è iniziata subito dopo una una salita, nel
costone sinistro, dove prima vi erano dei casermoniora
trasformati in abitazioni e sui quali si sono puntati le
attenzioni del commissario. Si tratterebbe di una casa, il
cui inquilino con moglie e figli (4 e 10 anni) avrebbe
commesso degli abusi.
Infatti lo stesso è stato condannato con sentenza dalla
procura di Tempio dell’11 marzo 2001, dopo essere passato
dalla corte di appello di Sassari, a sei mesi di
reclusione, pena sospesa se nel frattempo (60 giorni)
avesse proceduto al ripristino dello stato dei luoghi. La
procura aveva ordinato che in ogni caso ci dovrà essere la
demolizione delle opere abusive e la remissione in
ripristino dello stato dei luoghi.
Demolizione che lo stesso avrebbe fatto in parte, cosa che
i tecnici hanno controllato per poi decidere. L’arrivo da
parte del commissario e degli addetti e la notizia per
effettuare i controlli, era stata preceduta da polemiche e
interventi di politici che vedevano in questa azione del
commissario un atto fuori luogo, tanto che la tensione si
è acuita ancor più, quando lo stesso commissario, prima di
iniziare i controlli e parlando con gli interessati,
riferendosi ai fatti avvenuti qualche tempo fa ha detto
«che anche alla Maddalena prendono fuoco taxi e auto».
Frase che non è passata inosservata anche perché gli
interessati esercitano la professione di tassisti. E poi
insieme hanno proseguito per il controllo. Alcuni capi
famiglia che avevano commesso degli abusi, dopo essere
stati avvisati, li hanno abbattuti, con la speranza di non
incorrere in nessun reato. Resta il fatto che per ora,
all’infuori del caso di cui sopra, non ci saranno gli
abbattimenti.
Sembra, infatti, che la ditta che ha vinto la gara per le
demolizioni, abbia avuto grosse difficoltà con la ruspa
tanto che sarà difficile che nel giro di un mese possa
essere rimessa a posto. Una possibilità in più, quindi,
per chi non è in regola, di demolire da solo gli eventuali
abusi.
Di Andrea
Nieddu. Fonte: La Nuova Sardegna 06-04-2005
Attentato
al dottor Pinna.
Intimidazione a
Portelli?
Leggi tutto
PARLA IL
COMMISSARIO
«Controlli
sacrosanti, agiamo nel rispetto della legge»
Il controllo effettuato ieri dal commissario Portelli per
verificare gli abusi esistenti all’interno del sito di
Nido D’Aquila, era già nell’aria fin da quando lui stesso
aveva emesso l’ordinanza numero 128 per le demolizione
degli abusi esistenti all’interno dei 150 metri dal mare.
-
Ieri quindi si è iniziato a verificare il sito di Nido
d’Aquila, perché?
«Intanto è una attività che abbiamo iniziato a dicembre,
facendo ricognizioni sull’intero territorio
dell’arcipelago. Nel caso di Nido D’Aquila, esistono
sentenze passate in giudicato e ormai irrevocabili. Vi è
un ordine della magistratura di procedere al ripristino
dello stato dei luoghi. Dove invece esistono ancora
pendenze giudiziarie noi non possiamo procedere, quindi
diamo esecuzione solo su ordine della magistratura. In
quest’ottica contrariamente a chi ha cercato di creare
preoccupazione nella popolazione posso assicurare che noi
lavoriamo con la certezza della documentazione».
-
Perché iniziare da lì?
«Non abbiamo iniziato da Nido D’Aquila, ma in tutte le
parti dell’isola: ci sono già state altre demolizioni,
fatte senza necessità di particolari precauzioni. La
nostra linea è quella di iniziare dall’area di rispetto
dei 150 metri, all’interno di questa area a fare
ingiunzione agli interessati a voler sapere se erano loro
se volevano procedere alla demolizione dell’opera abusiva
oppure no.»
-
E allora?
«Nella quasi totalità dei casi i cittadini hanno preferito
procedere autonomamente, evitando le spese e altri
problemi. E comunque con un approccio morbido e
consapevole dell’abuso che era stato fatto e morbido da
parte nostra sull’atteggiamento da mantenere».
-
I politici la attaccano dicendo che per il poco tempo che
gli rimane, poteva lasciare alla prossima amministrazione
il tutto.
«Alcuni di coloro che si lamentano sono stati
amministratori del comune per anni e hanno omesso di
procedere a questi atti di vigilanza sul territorio.
Un’amministrazione comunale seria, serena, fattiva, ha
l’obbligo nei confronti di tutti i cittadini di
ripristinare lo stato dei luoghi originali. Quasi sempre
questi abusi deturpano l’ambiente, non creano beneficio se
non a chi lo ha solo perpretato».
Di Andrea
Nieddu. Fonte: La Nuova Sardegna 06-04-2005
LA
PRECISAZIONE:
Il commissario
Ignazio Portelli “Taxi e incendi: non ci sono nessi”
Nell’edizione di mercoledì 6 aprile, in un articolo
dedicato alle demolizioni delle opere abusive nella città
della Maddalena, leggo di aver acuito tensioni perché,
conversando con gli abusivi, ho fatto riferimento ai taxi
e alle auto incendiate negli ultimi diciotto mesi ed
essendo, tra l’altro, gli abusivi anche tassisti, ciò
avrebbe turbato la loro particolare sensibilità. La
notizia è inesatta e può essere oggetto di
fraintendimenti. I fatti sono i seguenti: senza secondi
fini, conversando con qualcuno dei miei accompagnatori e
vedendo a Nido d’Aquila dei taxi posteggiati, ho
pronunciato parole simili a quelle riportate dal
giornalista come constatazione di un triste fenomeno.
Non ho riscontrato tensione aggiuntiva oltre quella
derivante dal ripristino dello stato dei luoghi, anche
perché, nel frattempo, veniva constatata la illegale
realizzazione di un capannone-officina e di un altro
edificio in muratura. Forse, allora, gli abusivi hanno
cercato un diversivo per distogliere l’attenzione di
altri, ma non certo la mia. Non conosco nessi tra gli
incendi della autovetture e le azioni degli abusivi, che
sono anche tassisti.
Ignazio Portelli Commissario straordinario La Maddalena
Fonte: Il Giornale di Sardegna 07 aprile 2005
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