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"LIBERTA' FONDAMENTALI NON SONO SOLO INVIOLABILI PERCHE'
GARANTITE DALLA DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL'UOMO SONO
ANCHE INTOCCABILI PERCHE' GELOSAMENTE CUSTODITI NEL PROFONDO DEL
CUORE! SONO INAFFERRABILI DAGLI ANIMI INSENSIBILI"
RaisinSioux

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Illegittimo il canone di depurazione delle
acque se il servizio non viene prestato.
Il Canone di depurazione
non è dovuto se il servizio non è espletato. Il principio sembrerebbe
lapalissiano ma, per farlo valere, è stato necessario un intervento
della
Corte Costituzionale
che, con la
sentenza n. 335,
depositata lo scorso
10 ottobre 2008,
ha accolto le ragioni dei contribuenti.
La
questione di legittimità costituzionale è stata sollevata dal
Giudice di Pace di Gragnano (Na) con tre diverse ordinanze, poi
riunite dalla Consulta. Il pomo della discordia è rappresentato da
una voce della bolletta idrica: il canone di depurazione.
L'art. 14, comma 1, della legge 5 gennaio 1994, n. 36 (Disposizioni
in materia di risorse idriche - c.d. Legge Galli), ora dichiarato
illegittimo dalla Consulta, poneva a carico degli utenti l'onere di
provvedere al pagamento della quota di tariffa relativa al canone di
depurazione "anche nel caso in cui la fognatura sia sprovvista di
impianti centralizzati di depurazione o questi siano temporaneamente
inattivi". Applicando questa norma, gli enti addebitavano
impunemente ai consumatori canoni relativi alla depurazione anche
quando il servizio non veniva effettivamente prestato.
L'intervento della Corte Costituzionale, che ha cancellato questa
anomalia del nostro ordinamento, apre la strada ad una prevedibile
serie di azioni da parte dei consumatori contro le aziende che
gestiscono il servizio idrico e di fognatura.
Per comprendere la portata della decisione, occorre effettuare
alcune considerazioni. In primo luogo, occorre valutare il "peso
economico" della vicenda. Sotto questo profilo, occorre considerare
che, secondo alcune stime, il canone di depurazione arriva a
"pesare" quasi il 30% della bolletta. Le somme in gioco, quindi,
potrebbero essere di una certa consistenza anche pensando che gran
parte delle province italiane risultano sprovviste di impianti di
depurazione (79 province su 92 non sarebbero in regola). E non è
tutto. Il canone in questione dovrebbe essere versato dall'utente
solo nell'ipotesi in cui il servizio venga effettivamente prestato.
A questo punto si apre un nuovo fronte di discussione in quanto non
è sufficiente che l'ente sia dotato di impianti di depurazione
essendo necessario, invece, un ulteriore elemento: che essi siano
funzionanti! A ben vedere il problema, a questo punto, si fa ancor
più complesso in quanto sorge spontanea una ulteriore
considerazione: occorre valutare il grado di efficienza
dell'impianto ovvero se esso sia effettivamente funzionante ed
efficiente per l'intero arco della giornata.
Il problema è rappresentato dal fatto che, fin troppo spesso, gli
impianti di depurazione sono progettati per reggere un carico
corrispondente alla media giornaliera necessaria a soddisfare le
necessità del bacino di utenza. Ciò vuol dire che gli impianti
"reggono" il carico medio ma non i "picchi" che si verificano in
alcune ore della giornata. Ciò comporta che, in certe circostanze
(proprio in presenza di questi "picchi"), l'impianto perde
efficienza diventando praticamente inutile. Si pensi, a titolo di
esempio, ad un quartiere residenziale in cui, nelle prime ore del
mattino, i servizi subiscono un utilizzo maggiore e simultaneo da
parte degli utenti "stressando" gli impianti che, viceversa, sono
destinati a rimanere quasi inutilizzati nell'arco della giornata.
Se queste considerazioni sono condivisibili, l'utente potrebbe
rifiutare il pagamento qualora non venga dimostrato che l'impianto
non solo sia in regola e perfettamente funzionante, ma che funzioni
24 ore su 24.
Con queste premesse si potrebbe pensare che, a prescindere dalla
crisi economica in atto, da ora innanzi, gestire gli acquedotti non
sarà un buon affare anche per le possibili cause milionarie che i
contribuenti potrebbero proporre contro chi, per anni, ha riscosso
somme non più dovute. Di Donato Palombella
* Giurista d'impresa
*******************
[
scarica il modello per l'istanza di rimborso
]
[
scarica la SENTENZA
]
*******************
Foto: La Maddalena. Bolletta a
"forfait".
Fattura del 03.02.2006

Consumo acqua mc
1200 - Spese di
(?)depurazione(?!)€
309,87
- Fascia 26 mc 1200 a € 1,05357
Scarica il
file audio
A muso duro.mp3
Di
Antonella
Serafini
Censurati.it
Scarica il pdf di
Censurati-Off-Line
e stampalo in A3
Sprechi e incuria
Vai alle foto
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So che mi state ascoltando,
avverto la vostra presenza. So che avete paura di noi, paura di cambiare.
Io non conosco il futuro, non sono venuto a dirvi come andra' a finire.
Sono venuto a dirvi come comincera'. Adesso appendero' il telefono e faro'
vedere a tutta questa gente, quello che non volete che vedano. Mostrero'
loro un mondo senza di voi, un mondo senza regole e controlli, senza
frontiere e confini. Un mondo in cui tutto e' possibile. Quello che
accadra' dopo, e' una scelta che lascio a voi _ "
N
e o
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