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"LIBERTA' FONDAMENTALI NON SONO SOLO INVIOLABILI PERCHE'
GARANTITE DALLA DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL'UOMO, SONO
ANCHE INTOCCABILI PERCHE' GELOSAMENTE CUSTODITI NEL PROFONDO DEL
CUORE! SONO INAFFERRABILI DAGLI ANIMI INSENSIBILI"
RaisinSioux

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Dalla
Catena di San Libero
:
Appello per Carlo Ruta
Di
Riccardo Orioles
Un fatto gravissimo, che potrà avere effetti devastanti per la
libertà di espressione sul web in Italia. Carlo Ruta è stato
condannato per "stampa clandestina", solo per aver gestito un sito
di documentazione storica e sociale, in sostanza
un normalissimo blog,
di cui peraltro era stata
comprovata,
dalla polizia postale di Catania,
la non periodicità regolare.
L'incredibile sentenza è stata emessa dal giudice Patricia Di
Marco, presso il tribunale di Modica, dietro denuncia presentata
dal magistrato Agostino Fera, noto alle cronache per le
censure di cui è stato fatto oggetto da diversi parlamentari, da
Giuseppe Di Lello al presidente dell'Antimafia Francesco
Forgione, in relazione alla gestione dell'inchiesta giudiziaria
sul caso del
giornalista Spampinato.
Una sentenza del genere, che reca riscontri soltanto in Cina e in
qualche nazione a regime dittatoriale, per le leggi che vigono nel
nostro paese è un'assurdità. Costituisce un
attacco frontale al
mondo del web, alla democrazia, ai diritti fondamentali sanciti
dalla Costituzione.
E' quindi
importante che le realtà delle reti, le sedi dell'informazione, le
espressioni del paese civile rispondano con la massima
determinazione.
Firma anche tu la
petizione per Carlo Ruta:
oggi tocca a lui, domani potrebbe toccare a te!
Petizione:
Clicca qui
Da
Punto-Informatico:
Stampa
clandestina? Parte la petizione
Roma
- Un blogger condannato per stampa clandestina? La
sentenza resa pubblica nei giorni scorsi ha suscitato
grande emozione in rete ed ora c'è chi promuove una
protesta per sensibilizzare su un argomento delicatissimo.
In particolare ci lavora
Censurati.it che
ha avviato una
petizione web.
La petizione parla di
"sentenza
oscurantista"
e di
"fatto
gravissimo"
che
"potrà avere
effetti devastanti per la libertà di espressione sul web
in Italia".
A detta di Censurati.it, che da molti anni segue da vicino
le restrizioni e i limiti imposti alla libertà di
espressione dentro e fuori della rete, è stato di fatto
condannato
"un
normalissimo blog".
La sentenza viene descritta, dunque, come
"incredibile",
una sentenza
"che reca
riscontri soltanto in Cina e in qualche nazione a regime
dittatoriale, per le leggi che vigono nel nostro paese è
un'assurdità. Costituisce un attacco frontale al mondo del
web, alla democrazia, ai diritti fondamentali sanciti
dalla Costituzione. È quindi importante che le realtà
delle reti, le sedi dell'informazione, le espressioni del
paese civile rispondano con la massima determinazione".
"Firma la
petizione
- conclude
il testo -
potresti
essere tu il prossimo condannato!"
La pagina della petizione è raggiungibile a
questo indirizzo
Italia, blog condannato per stampa clandestina
Roma - Un blogger italiano è il
primo ad essere condannato perché considerato alla stregua
di stampa clandestina, perché pubblicato in barba
alle normative sull'informazione, sanzionato in
particolare perché la sua periodicità non è regolare. Lostorico
Carlo Ruta,
che cura quel blog apprezzato da molti, ha subito per
questa ragione una condanna pecuniaria presso il Tribunale
di Modica, lui che il suo blog
AccadeinSicilia
lo aveva già visto finire
sull'orlo dell'oscuramento.
Un fatto inedito. Per la prima volta un blog subisce una
sentenza di questo genere perché la sua pubblicazione, il
blog appunto, non segue i canoni e i ritmi della stampa
tradizionale. Una sentenza che fa discutere perché con un
colpo solo associa legge sulla stampa e blog. La decisione
dei magistrati, che non sembra proprio avere precedenti
neppure in Europa,
allarma gli osservatori.
Secondo Articolo 21,
l'Associazione che si batte per la libertà di espressione,
la decisione dei giudici
crea grande incertezza.
"Non siamo abituati a
commentare le sentenze - ha dichiarato Giuseppe Giulietti
esponente dell'associazione - ma non vogliamo che questa
resti avvolta nell'ombra perché riguarda l'articolo 21
della Costituzione e la libertà della rete, in un momento
tra l'altro particolarmente delicato per l'informazione,
in cui si decreta il carcere per i giornalisti che
pubblicano le intercettazioni che non rientrano in quelle
consentite".
Una osservazione
pubblicata
sul blog di Franco Abruzzo, per molti anni tra i massimi
dirigenti dell'Ordine dei Giornalisti, sottolinea come la
registrazione presso un Tribunale di una pubblicazione web
sia richiesta, tra le varie ragioni, anche quando
"rispetta una particolare periodicità".
"Si può sostenere legittimamente e
ragionevolmente - si
legge - che sono da
registrare nei tribunali (con un direttore responsabile)
tutte le libere manifestazioni del pensiero rivolte al
pubblico e strutturate come giornale".
Se per comprendere appieno la portata della Sentenza è
necessario attenderà la sua pubblicazione, c'è chi non
intende aspettare. L'idea che un blogger possa o debba
rispettare formule di pubblicazione che appartengono alla
legge sulla stampa, ossia ad una normativa datata,
aggiornata per accogliere le pubblicazioni registrate in
Tribunale e quelle che aspirano a sovvenzioni pubbliche,
appare così paradossale che c'è chi si chiede se le
ragioni di una condanna di questo genere siano
esclusivamente di tipo tecnico.
È lo stesso Ruta
a suggerire altre strade.
"Nel mio blog
- ha affermato - io ho
fatto ampie ricostruzioni, con una documentazione
dettagliata e in parte inedita sul caso di Giovanni
Spampinato, il giornalista, colaboratore dei quotidiani
l'Ora e l'Unità che nel
1972, a soli 22 anni, fu ucciso a Ragusa mentre stava
portando alla luce, in un'inchiesta su un delitto, un
rilevante intreccio di affari e malavita...". "Solo in
Cina e a Cuba questo è avvenuto
- ha anche dichiarato Ruta -
ed è per questo che ci attiveremo
tra conferenze stampa ed altre azioni affinché tutti
vengano a conoscenza di questa violazione della libertà di
espressione. Perché questo rappresenterebbe un precedente
molto grave". |