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"Forse non saro' io a veder mutare la terra, a sentire il fischio di un vento familiare. Forse perdero' i sogni e li faro' morire, perche' vivere qui e' difficile, sopravvivere in altri dove impossibile. Ma se comincio da me, ho la sensazione del risveglio, se riprendo la parola non sara' un bene pero' e' gia' meglio. che nutrire l'indifferenza, la rassegnazione e il disprezzo che i potenti ci hanno insegnato come una poesia a memoria". Sashinka


 

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La Kimana Production presenta:
Visita alla riserva di Indio 10-11-12 luglio 2009. 
 

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Pasolini e l'anarchia del potere:

"Voglio lottare con te, perché non possiamo farcela da soli contro le ingiustizie. Voglio lottare per il diritto all' informazione, per il diritto all'immigrazione, per il diritto alla pace. Non chiedo altro che i prati rimangano verdi, senza residui inquinanti, che il mare non sia la tomba per la lotta alla libertà degli africani, che per i tuoi figli ci sia un futuro sostenibile e senza esclusioni. Facciamo rete"  F M D


By Simona Bassano di Tufillo

Euro2008. Benvenuti in Svizzera. Vogliamo il fair play, dentro e fuori gli stadi! A cura di Aquila felice.

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Cosa accadrebbe se l'isola di LOST fosse invasa dalle contraddizioni del presidente del consiglio? Quale sarebbe la reazione di Jack, Hugo, Sayer, Sayid, Sun, Juliet, John, Charlie, Michael e Desmond? Questo video è la risposta! Prodotto interamente da KONSERVA.

 

 

 



G8. Manifestazione 4 maggio 2009:









Da lamaddalenaTV.it:

 

Quelli di "scherzi a parte"!

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Da www.lamaddalenatv.net  > “Discarica Maddalena? Io non ci sto”. Esclusiva con il Sindaco di La Maddalena, Angelo Comiti > IL VIDEO
 

Prego, Dottore!” Il libro shock sulle bufale di Ciancimino - Un libro nato per caso, doveva essere un articolo, ma più si andava avanti nella lettura dei verbali, più usciva fuori qualcosa di scottante. Un articolo era troppo poco per far notare tanti dettagli. Per esempio: come si può fare una perizia al carbonio 14 su fogli fotocopiati? Oppure: come si fa a parlare in un solo articolo di documenti tagliati e rincollati ad arte da una mano anonima? Come è possibile parlare di mancanza di perquisizione in cassaforti contenenti documenti che sono in realtà stati oggetto di perquisizione e depositati in procura? Era necessario un approfondimento. Di Antonella Serafini  leggi tutto
 

Ecco il filmato delle immersioni di Fabrizio Gatti nelle acque dell'Arsenale dell'isola della Maddalena, che mostra come in quel mare restino rifiuti tossici, fanghi e amianto: IL VIDEO

" Se il G8 si fosse tenuto in Sardegna, le eliche dei motoscafi avrebbero fatto venire a galla i rifiuti e il mare sarebbe diventato nero. Tutti avrebbero saputo la verità. Infatti il summit è stato spostato a L'Aquila "

I veleni dell'Arsenale punto per punto: La Mappa

Comunicato stampa:
Protezione Civile avvia iniziative giudiziarie contro il settimanale L'Espresso leggi tutto

Comunicato stampa Parco: L'Arcipelago non è una "discarica"! leggi tutto

Inchiesta di Fabrizio Gatti sulle bonifiche fantasma dell'area marina ex Arsenale:


 

* Giustizia per Niki Aprile Gatti *
E' stata promossa da alcuni blogger l'iniziativa di spedire questa e-mail al Tribunale di Firenze e al Ministro di Giustizia di San Marino, nell'estrema speranza di riattenzionare Niki  > leggi tutto


CASABLANCA
: SIAMO TORNATI !
 


Storie di ordinari soprusi/ Sardegna: quello strano arresto alla Maddalena leggi tutto

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Il nuovo terrorismo. di Riccardo Orioles - 14 aprile 2010
Rachel Odiase, tredici mesi, nigeriana, figlia dell'operaio Tommy Odiase, morta per mancanza di cure poco dopo essere stata respinta dall'ospedale di Cernusco, Italia, è a tutti gli effetti una vittima del terrorismo. La vita non le è stata tolta per ignoranza, o per superficialità colpevole, o per "incidente": è stata respinta perchè non in regola coi documenti. Suo padre da tredici anni lavorava in Italia con tutti i permessi possibili: il Pil di noi italiani bianchi è fatto dagli anni di lavoro di operai come questo. Un mese e mezzo fa, per la "crisi", il padrone l'aveva licenziato: il permesso di soggiorno, che va rinnovato (e pagato) ogni sei mesi, in questi casi richiede tutta una serie complessa di documenti, che certo a un operaio come Odiase nessuno si cura molto di consegnare in tempo. Senza documenti del Reich, senza accettazione, senza permesso, la piccola Rachel è stata praticamente condannata a morte.
leggi tutto

 

Giurisprudendenza ‘mbriaca! No, guarda!! Questa può essere solo la Vecchia Sardegna!! Non mi pare, da questo articolo, che siano tanto acculturati, almeno a occhio nudo, io che non sono una professionista in niente, forse, delle cose fatte in casa, giacchè mi dicono che sono solo una casalinga, lo vedo tale e quale che questi sono tutti in grande errore. Ecco, posso dare il mio molesto parere?...Leggi tutto


SCANDALO G8 - "La banda della maglietta"
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Come murare e annettersi un intero quartiere della Maddalena nel nome di una gara di vela. Questa località si chiama curiosamente Vaticano, 15 famiglie dirimpettaie dell'albergo a 5 stelle del G8, improvvisamente finite dentro il recinto del quartiere e nei piani di demolizione per la Louis Vuitton Cup. Case, ora, con gradevole vista muro
-> http://www.youtube.com/watch?v=iAxr7i6BW6Q

 

Sgomberato l’Experia.  Nel giro di ventiquattr'ore a Catania succede che: uno dei più stimati professori dell'università viene sorpreso a ricattare una studentessa; il giornale che proteggeva i cavalieri mafiosi si mobilita per discolparlo; la polizia massacra a manganellate i ragazzi dell'unico luogo d'incontro dei quartieri popolari, rei di fare antimafia e antidroga in mezzo al regno dei boss. Altro che Norimberga del Terzo Reich: le régime, c'est nous!  LEGGI TUTTO

Da
LaMaddalenaTV. Gli ex dipendenti Usa occupano l’ex Arsenale Clicca qui

 

04/10/2009 - Piera Aiello, testimone di giustizia, torna a Partanna dopo 18 anni per rivendicare il suo diritto a Vivere. leggi tutto

Revocata la scorta a Ultimo. Tuttora, oltre alle varie attività sulle indagini di smaltimenti rifiuti tossici e nocivi, non si fa mancare le collaborazioni con Magistrati che richiedono le sue prestazioni per svolgere attività di Polizia Giudiziaria. A volte toccando le tangenti della total, a volte Ministri, a volte conducendo indagini su corruzione, peculati, abuso d'ufficio di alti dirigenti del governo, non facendo sconti a livello politico (da Pecoraro Scanio a Gianni Letta, documentando la totale estraneità politica a qualsivoglia strumentalizzazione)  leggi tutto

Intervista esclusiva a Ultimo "La missione di difendere la gente dai criminali non ha fine nel mio cuore e finirà insieme al mio cuore. Sono andato via con dolore perchè quelli per cui combattevamo erano assolutamente estranei alla lotta e anzi rappresentavano il vero grande ostacolo. Ma è una storia patetica da raccontare, per capire meglio basta andare al circo e guardare lo spettacolo dei pagliacci. Alla fine sono andato via quando non capivo più la differenza tra lo spettacolo del circo e il posto dove mi trovavo. Ma capivo chiaramente il dovere morale di non partecipare allo spettacolo con i clown." leggi tutto

Un golpe criminale si aggira per l'Italia.
'Viva l'Italia, assassinata dai giornali e dal cemento' canta De Gregori. E il peggior cemento è quello che sta bloccando le sinapsi neuronali, che impedisce di pensare, che omologa e massifica tutti. E i giornali ne sono tra i grandi esecutori materiali. Mentre il regime mafiosocratico sta sconfiggendo il terribile cancro di cui è vittima: lo Stato democratico ... leggi tutto

E l'anniversario di Borsellino lo celebrano i mafiosi. E così, in quel di Palermo, accade che lo Stato sfratti la Legalità e la Giustizia dalle sue aule più nobili e costringa i fedeli servitori a stendere i tappeti rossi per far posto ai mandanti degli omicidi di Falcone e Borsellino.. (ImgPress, 27/07/2009)
Passata 'a festa, gabbato 'o santo. Vecchio adagio popolare che ben smaschera l'ipocrisia borghese di chi, in abiti di festa, si genuflette devoto a santi, madonne e mammasantissime per poi, smessi gli stessi, smentire tutti i pii propositi. Un adagio sempre valido, soprattutto nell'Italia che il mai abbastanza compianto Sylos Labini definì illo tempore serva.
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Lettera aperta ad Attilio Bolzoni di Repubblica.  Egr. dott. Bolzoni,
Nel suo articolo pubblicato il 24 luglio 2009 a pag. 11 di Repubblica, dal titolo “Dalla svista su Riina a don Vito i misteri del generale-negoziatore”, Lei ritorna per l’ennesima volta sulle insinuazioni, cui ormai abbiamo fatto l’abitudine (soltanto lo scorso mese di marzo pubblicai sul mio blog, a
questo indirizzo, una mia replica a Nicola Biondo dell’Unità che tentava di ricicciare la stessa minestra) riguardanti la cattura di Totò Riina e la mancata perquisizione del suo covo da parte delle forze dell’ordine. leggi tutto

Targa commemorativa in memoria di Rita Atria.
Siamo lieti di aver contribuito (e non solo a parole) alla realizzazione di un sogno come quello di mettere una targa in memoria di Rita Atria, nonostante tutte le difficoltà in cui siamo incappati strada facendo. Noi tutti saremo presenti in viale amelia per incontrare Piera Aiello, e tutta l'associazione promotrice, a cui avevamo già il 23 maggio scorso proposto di unire le forze per obiettivi comuni. E come da promessa, rieccoci per un evento per noi di estrema importanza. Mi auguro che la partecipazione sia attiva e numerosa. Ci vediamo tutti a viale amelia, il 26 luglio, ore 18.  Associazione Volontari Capitano Ultimo

Miss Mafia e Mr Stato Matrimonio difficile fidanzamento lungo I retroscena piccanti della relazione piu' chiacchierata dell'estate svelati da Riccardo Orioles. Quando si sta insieme per interesse e non per amore gli screzi sono all'ordine del giorno, ma poi si aggiusta tutto   leggi tutto

Ultimo risponde agli attacchi di Bolzoni. Le velenose insinuazioni e le offese che Attilio Bolzoni propala dal quotidiano La Repubblica contro le Istituzioni e contro valorosi servitori dello Stato sono l’ultima operazione di terrorismo giornalistico che lo contraddistingue da tempo come zelante scrivano al servizio del suggeritore e della lobby editoriale o giudiziaria di turno. Questa volta siamo di fronte ad una ignobile manovra eversiva il cui risultato più immediato è la riabilitazione e la legittimazione di un criminale del calibro di Riina Salvatore e dello stragismo corleonese. Ancora una volta, dopo un decennio di articoli falsi, dopo un processo pubblico e una chiara sentenza di assoluzione, Attilio Bolzoni infanga la trasparenza e l’efficacia dell’operazione con cui è stato catturato Riina e le azioni collegate e successive. E’ necessario che i giovani e i cittadini onesti sappiano che la lotta contro Cosa Nostra è un patrimonio del popolo e non lo scettro di potere e di privilegio di elite giornalistico-giudiziarie settarie e di parte, forse infiltrate da Cosa Nostra. Diffidate di questa antimafia salottiera e settaria, abbiate fiducia nello Stato e nei suoi servitori che con coraggio, mentre tutti rimanevano inermi e indifferenti, hanno affrontato, scovato e scardinato Riina Salvatore e i suoi Corleonesi, senza patti e senza ricatti. L’unica trattativa che io conosca, perché ammessa pubblicamente, è quella tentata dal quotidiano La Repubblica con i Talebani del latitante Osama Bin Laden per la liberazione di un giornalista italiano. Evidentemente quella della trattativa è la loro cultura. Non la mia. Vergogna!
Onore a tutti i combattenti caduti contro la mafia.

ultimo 

E ora, per cercare la verità sulla mafia, si chiede una mano a Totò Riina.
E' indegno per qualsiasi Paese civile mettere alla gogna un uomo che arresta un mafioso, e chiamare il mafioso stesso ad autocertificarsi sull'estraneità dei fatti.  leggi tutto

Lo Stato chiede il conto al CDA dello storico giornale "I Siciliani" di Giuseppe Fava

Dopo l'assassinio mafioso di Giuseppe Fava, il 5 gennaio 1984, i redattori de I Siciliani scelsero di non sbandarsi, di tenere aperto il giornale e di portare avanti per molti anni la cooperativa giornalistica fondata dal loro direttore, affrontando un tempo di sacrifici durissimi in nome della lotta alla mafia e della libera informazione. Anni di rischi personali, di stipendi (mai) pagati, di concreta solitudine istituzionale (non una pagina di pubblicità per cinque anni!)
Oggi, a un quarto di secolo dalla morte di Fava, alcuni di loro (Graziella Proto, Elena Brancati, Claudio Fava, Rosario Lanza e Lillo Venezia, membri allora del CdA della cooperativa Radar) rischiano di perdere le loro case per il puntiglio di una sentenza di fallimento che si presenta - venticinque anni dopo - a reclamare il dovuto sui poveri debiti della cooperativa. Il precetto di pignoramento è stato già notificato, senza curarsi d'attendere nemmeno la sentenza d'appello.
 
Per paradosso, il creditore principale, l'Ircac, è un ente regionale disciolto da anni.
E' chiaro che non si tratta di vicende personali: la redazione de I Siciliani in quegli anni rappresentò molto di più che se stessa, in un contesto estremamente difficile e rischioso. Da soli, quei giovani giornalisti diedero voce udibile e forte alla Sicilia onesta, alle decine di migliaia di siciliani che non si rassegnavano a convivere con la mafia. Il loro torto fu quello di non dar spazio al dolore per la morte del direttore, di non chiudere il giornale, di non accettare facili e comodi ripieghi professionali ma di andare avanti. Quel torto di coerenza, per il tribunale fallimentare vale oggi quasi centomila euro, tra interessi, more e spese. Centomila euro che la giustizia catanese, con imbarazzante ostinazione, pretende adesso di incassare per mano degli ufficiali giudiziari.

Ci saranno momenti e luoghi per approfondire questa vicenda, per scrutarne ragioni e meccanismi che a noi sfuggono. Adesso c'è da salvare le nostre case: già pignorate. Una di queste, per la cronaca, è quella in cui nacque Giuseppe Fava e che adesso, ereditata dai figli, è già finita sotto i sigilli. Un modo per affiancare al prezzo della morte anche quello della beffa.
La Fondazione Giuseppe Fava ha aperto un conto corrente (che trovate in basso) e una sottoscrizione: vi chiediamo di darci il vostro contribuito e di far girare questa richiesta. Altrimenti sarà un'altra malinconica vittoria della mafia su chi i mafiosi e i loro amici ha continuato a combatterli per un quarto di secolo.

Elena Brancati, Claudio Fava, Rosario Lanza, Graziella Proto, Lillo Venezia

I bonifici vanno fatti sul cc della "Fondazione Giuseppe Fava"
Credito Siciliano, ag. di Cannizzaro, 95021 Acicastello (CT)
iban: IT22A030192612200000055752 4
causale di ogni bonifico: per
"I siciliani"

associazione antimafie "Rita Atria"

Dalla Catena di San Libero n. 383 Di Riccardo Orioles

Il postberlusconi. 
Riepilogo. Da oggi comincia il postberlusconi. Vincono Lega, Repubblica e Di Pietro. Perdono Noemi, Topolanek, Berlusconi e i poveri coglioni come me, di sinistra. Il sud non vota più, o per protesta o perché non ha mai capito davvero questa faccenda delle elezioni. Il bipolarismo è una buffonata, la legge elettorale vigente falsifica i risultati. I leader più cialtroni sono i miei di sinistra, che hanno messo la mia scheda (Fava, Vendola e Ferrero: nessuno è stato capace di dialogare) nel tostapane. Nei democratici, un combattivo Dc s'è rivelato più efficace di tutti i vari marpioni ex Pci: confermarlo (o lui, o Rosy Bindi, o dalla Chiesa). A destra c'è solo un italiano su quattro: basta inciuci e basta timidezze. Il governo, comunque, ora si chiama governo Bossi.
Cosa potrebbe tenerci insieme (per vincere alla prima elezione) quale potrebbe essere il collante comune? La Cgil e l'antimafia. La prima sta funzionando, ma non interessa Di Pietro (e non abbastanza al Pd). La seconda potrebbe essere sostenuta da tutti (e in Sicilia, ad esempio, dovrebbe essere sempre l'unica lista della sinistra e dintorni) ma, per mancanze umane e politiche dei suoi leader, non è all'altezza. In notabili dell'antimafia (Rita Borsellino, Fava, Crocetta, Lumia, ecc.) hanno corso ciascuno per sè, da primedonne. Il migliore Lumia (per la coerenza). La peggiore Rita (slogan: "Finché c'è Rita c'è speranza"). Non so ora chi di loro sia stato eletto e chi no: ma a questo punto, per la gente comune, non ha importanza.
Tutte queste belle cose che scriviamo sulle elezioni italiane ed europee, io e tutti gli altri, sono in realtā cose futili e senza importanza. Le vere elezioni ci sono giā state, le ha vinte la sinistra - Obama in America, i progressisti in India (con una paria eletta vicepresidente), i vari rivoluzionari e riformisti in Sudamerica - e noi siamo ancora qui come tanti polli a guardarci l'ombelico.
Negli anni Trenta l'Europa, con le sue atroci malattie politiche, poteva ancora rovinare il mondo: comandava lei. Adesso puō fare al massimo un po' di baccano: il mondo è della Cina, dell'America, del Brasile, dell'India - delle nazioni moderne, territoriali, e non delle nostre piccole, divise e presuntuosissime cittā-stato. Non faremo un favore a nessuno ammettendo - con degnazione - che forse la razza bianca non è più Razza Superiore. Semplicemente, ci faremo accettare nel mondo, in questi pochi decenni in cui ancora possiamo farlo a buon prezzo.
In Italia, poi, c'è da ridere. La donnetta di Treviso o Varese, rozza e incolta, il borgataro accoltellatore di Torbellamonaca, il borghese palermitano puzzolente di monnezza, decidono la nostra politica coccolati dai nostri "politici" cialtroni il cui massimo scopo nella vita è di trovarsi a cazzo di fuori in qualche villa kitsch con statuette e piscine e un paio di dozzine di giovani e meno giovani bagasce. E lā fuori, nel mondo, ci sono l'India e Obama.
La Catena di San Libero

Super-astensione sarda contro Pdl e Silvio il baro ma nessuno ci bada:
dopo Soru, l'Isola che non c'è più. L'amara rivincita: la campana già suona contro Ugo. Ultima chiamata per il Pd che rimonta ma in discesa. Di Giorgio Melis 
Quasi nessuno si è accorto o ha segnalato, se non in due parole, il dato-record nazionale dell'astensione in Sardegna: terra da sempre di partecipazione elettorale larga e convinta, mediamente ben al di sopra del dato meridionale. Eppure sono numeri incredibili, senza alcun precedente: neanche il 41 per cento di votanti, quasi 25 per cento in meno della media nazionale. L'Isola della super-astensione non fa notizia, è ignorata. Nessuno o quasi si occupa di capire perché e percome.
leggi tutto

Ecco come si paga la libertà in Italia. 
L'associazione dei Volontari Capitano Ultimo si stringe attorno a Graziella Proto, che si è vista arrivare il pignoramento della casa per il fallimento della rivista "I Siciliani", giornale fondato da Peppe Fava. Dopo l'omicidio del direttore, alcuni compagni hanno cercato di mandare avanti la rivista, in testa Graziella Proto, purtroppo con scarsi risultati. Mentre nelle commemorazioni ufficiali si parla del coraggio di questo giornalista e della sua rivista, sottobanco viene punita Graziella Proto, perchè ha osato tentare di continuare l'opera del suo direttore tenendone in vita la memoria tramite il suo giornale. Per noi è importante che i morti non vengano dimenticati, ma che si continui la loro lotta rimanendo al fianco di chi, in vita, porta avanti lo stesso ideale di giustizia, perchè, come diceva Falcone, "Si muore quando si è lasciati soli", e noi non vogliamo essere complici di questo silenzio. In questo clima di promesse e campagne elettorali ci duole far notare come i riflettori si abbassano su questioni importanti come questa, e ci associamo alle parole dell'associazione Rita Atria quando afferma che "questo fallimento doveva essere condonato per dignità" e per rispetto verso chi per questo Stato ha perso la vita e verso chi ha tentato di onorarlo.
Associazione Volontari Capitano Ultimo


L’Antimafia resta sola?
Graziella Proto, amministratrice e redattrice dei Siciliani anni ’80, sta perdendo la casa per via dei vecchi debiti del giornale. L’antimafia è bella e tutti appoggiano l’antimafia, si capisce: però le cambiali, oltre vent’anni fa le ha dovuto firmare Graziella. Ma noi pensiamo che parlare di informazione e di antimafia è una presa in giro se non si salva chi ha fatto informazione e antimafia non per un anno o due, ma per venticinque. Bisogna che intervengano coloro che debbono, subito e con urgenza. Sarebbe intollerabile vedere una Graziella vittima della mafia (vera) e dell’antimafia (a parole). leggi tutto


La Maddalena non vota. È questa la formula che abbiamo scelto per pubblicizzare e comunicare la rabbia e la voglia di protesta che ha colto la maggior parte dei maddalenini all’indomani della notizia che il G8 sarebbe stato spostato. Non si tratta di qualunquismo, né di menefreghismo superficiale. Si tratta di una scelta ponderata, consapevole e in molti casi sofferta, da parte di una fetta di popolazione isolana che, in questo momento e su determinati temi, non si sente rappresentata da nessuna forza politica:

  
CLICCA QUI E SCARICA IL DOCUMENTO POLITICO DA DIFFONDERE 

Elezioni EUROPEE 2009: LA MADDALENA NON VOTA! Siamo soli! Fuori il CORAGGIO. Il coraggio di non accettare, di non starci, di sentirsi soli contro tutti, o soli e basta, ma sempre col coraggio di non mollare mai. Il coraggio di essere MADDALENINI, di andare contro, di essere scomodi. Il coraggio delle proprie idee, anche a costo di risultare antipatici, acidi, incazzati, feroci. LA MADDALENA NON VOTA! UNISCITI AL GRUPPO  leggi tutto


l’associazione dei volontari capitano ultimo all’incontro con Piera Aiello. Lontano dai riflettori, ma al fianco di chi lotta (24/05/2009) - Si è costituita in data 23 maggio l’Associazione dei Volontari capitano Ultimo, associazione di volontariato di cui fa parte lo stesso “capitano”. La scelta della data è stata fortemente voluta simbolicamente per dar vita a una palingenesi, la vita che nasce da una morte. L’associazione di volontariato affiancherà la fondazione già esistente sia per i progetti della casa famiglia già annunciati e resi noti grazie alle varie iniziative come la Partita del Cuore, sia per altre attività, atte a togliere dalla strada e dalle periferie romane (per ora) persone che potrebbero cadere nella facile tentazione di manovalanza per il crimine, diffondendo la cultura della legalità scendendo nelle strade delle borgate dimenticate. Sabato in rappresentanza dell’associazione, Silvia Baldelli e altri membri del direttivo, erano presenti all’incontro organizzato dall’associazione antimafie “Rita Atria” con Piera Aiello (testimone di giustizia) e Nadia Furnari, per testimoniare la propria solidarietà e vicinanza concreta. Un incontro che è stato il battesimo dell’associazione di volotariato, prendendo una posizione al fianco di chi l’antimafia la fa senza passerelle, ma con azioni vere, e culturali. “La lotta ci deve unire, sostituire l’azione con la celebrazione, è il nostro reato più grave”, sono le parole del carabiniere che mise le manette a Riina a cui seguì l’isolamento punitivo e lo smembramento della squadra. Censurati-il blog

Maddalena d'oro. Costi dei lavori lievitati. Appalti nel mirino dei Pm. Il vertice traslocato. Ora all'isola resta un polo velistico di pregio. Ma anche un albergo di lusso. Che nessuno vuole gestire. di Fabrizio Gatti  leggi tutto

Rabbia in Sardegna. G8, La Maddalena incompiuta. Molti imprenditori sardi hanno investito, ristrutturato e preso in gestione nuovi locali, tutto per le gigantesche aspettative legate allo sviluppo turistico e alla ricadute del summit. Dopo l’annuncio di Berlusconi tutto potrebbe bloccarsi. Di Daniela Pistis leggi tutto

Il decreto sul terremoto.
L´ultima perla del decreto: dopo aver dichiarato la città "zona franca", lo Stato non rinuncia a pretendere da quegli sventurati cittadini che si faranno carico della ricostruzione, il pagamento dell´IVA al 20% ( art. 3, comma 1°, lettera d). Ecco cosa miravano a coprire le tante "passerelle" e sceneggiate e come fosse interessata l´esaltazione della dignità degli abruzzesi, "forti e gentili". leggi tutto

REALITY LA7. "LA MADDALENA ABBANDONATA "
 
Lo spostamento del G8 da La Maddalena a L'Aquila. Vedrete le grandi opere in/finite e la suite costruita per Obama.  Servizio di Silvia Resta   CLICCA QUI

La febbre suina nell'isola al posto del G8 retroscena del vertice a Roma Silvio-Ugo «Evento internazionale e grandi ricadute, non dite che abbiamo scarsa influenza» leggi tutto

Scippo del G8, il grande bluff dei 100 cantieri della Sassari-Olbia, furto d'uso delle opere di Soru e le profezie di travicello-Cappellacci - Carlo Mannoni, per 30 anni dirigente regionale, per cinque prestigioso assessore ai lavori pubblici e infine vicepresidente della Regione dopo le dimissioni di Renato Soru, ha diffuso questa lettera a proposito dello scippo del G8 con la benedizione di Ugo Cappellacci. La diffondiamo perché contiene significativi elementi di merito sulla vicenda. leggi tutto
Grazie, Silvio: niente più G8, Sassari-Olbia, Eurallumina, chimica, eurodeputati e altro. Tieniti i voti, noi Ugu Fantozzi: dai le centrali e scorie nucleari ai cari concittadini-sudditi sardi.

Di Giorgio Melis - Giusto imbarazzarsi, perché talora il troppo storpia: con un senso di sottile, frustrante, esausta nausea di noi stessi che data da tempo. Che altro? Indignarsi stanca: abbiamo già dato, non serve a nulla, tiriamo avanti: è tutto finito. E poi, protestiamo contro i poveri aquilani disastrati? Noi sardi nel 1980 avevamo adottato e finanziato 14 Comuni dell'Irpinia: parecchi miliardi di allora della Regione e dei lettori, raccolti da L'Unione Sarda col Banco di Sardegna per iniziativa di chi scrive e sostegno decisivo di Angelo Giagu De Martini. Con la nostra magnifica Forestale - era lo Stato in quei paesi ridotti al nulla - avevamo costruito alloggi di fortuna in doghe di legno per il bestiame: subito occupati dai proprietari che li trovavano meglio assai delle loro case miserrime. Insomma, solidali sul campo e con le tasche lo eravamo più di adesso. Dunque non siamo indietro e in debito con nessuno: al contrario. Ma alcuni dicono: a protestare, faremmo la figura di sciacalli avidi e occhiuti perché stavamo cominciando a rosicchiare un osso conquistato in parte a duro prezzo e tra zuffe micidiali, oltretutto pagato quasi interamente da noi. Sarebbe indecoroso. Berlusconi e Cappellacci ci salvano da questa ignominia. E ci offrono l'occasione di fare la nostra bella figura e la nostra parte nella più colossale, rischiosa, improbabile operazione di “marketting”, ci vogliono le due “t”, politico-elettorale-internazionale della storia con uso un filino osceno di una tragedia che ci ha sconvolto e commosso come tutti. leggi tutto

Saltata la copertura di Piera Aiello dopo ben 18 anni a causa di due “giuda” indegnamente nelle forze dell’ordine.

La nostra Associazione, come non molti sanno, è presieduta dalla Testimone di Giustizia Piera Aiello, che con sua cognata Rita Atria affidò al Giudice Borsellino la sua determinazione di denuncia delle attività criminose dei suoi stessi familiari. Oggi siamo tenuti a rendere pubblica, per espressa volontà di Piera Aiello, che la faticosa copertura che ha comunque consentito a Piera di ricostruire in questi anni una sua vita di relazione in località segreta, è saltata per la sprovvedutezza (e vogliamo sperare non sia per collusione con gli interessi dei suoi potenziali attentatori, sta allo Stato accertare questa eventualità scellerata) di due uomini dell’Arma dei Carabinieri, che presumibilmente hanno consentito che le famiglie mafiose denunciate da Piera Aiello venissero a conoscenza della sua attuale collocazione territoriale. leggi tutto

Che c'entra un ospedale terremotato col ponte di Messina?

L'ospedale inagibile a L'Aquila, il ponte sullo stretto, la monnezza napoletana, l'alta velocita' e la Salerno/Reggio Calabria: tutto fa capo alla stessa SPA. Ma oggi grazie alle tecnologie i fili che legano le aziende alla vita reale non sono più invisibili..leggi tutto

Terremoto in Abruzzo: Sono 295 le vittime. Il dramma degli sfollati

L'AQUILA 07 Aprile 2009 - Il bilancio si aggrava. Sono 179 i morti accertati nel terremoto che ha devastato l'Abruzzo la notte tra domenica e lunedì. Quaranta delle vittime non sono state ancora identificate. I dispersi sono 34 e 1.500 i feriti. Gli sfollati sono complessivamente 17.000, di cui 10.000 a L'Aquila e 7.120 nella provincia. I dati sono stati diffusi dalla Protezione civile. CORSA CONTRO IL TEMPO - Per gli uomini dei soccorsi, è ancora una volta una corsa contro il tempo: con il passare delle ore si affievolisce infatti la speranza di trovare qualcuno ancora in vita sotto le macerie. leggi tutto
Numeri utili:Protezione civile: 803555 Nazionale
Strade: Per informazioni in tempo reale è possibile chiamare il Centro Multimediale di Autostrade per l’Italia al
numero 840.04.21.21, oppure consultare il sito internet www.autostrade.it o chiamare il numero verde CCISS 1518.
Croce Rossa: Appello per aiutare le vittime (Tutti i numeri e i riferimenti utili)
Pescara. Volontariato:
CENTRO OPERATIVO DELLA PROTEZIONE CIVILE PRESSO
LA PREFETTURA DI PESCARA: 085.2057631

Disegno criminoso moderno: combattere la mafia
Pino Maniaci
per anni ha condotto il suo
"disegno criminoso": portare alla luce fatti e nomi di Cosa Nostra, lottando con le unghie e con i denti, fino a far riconoscere la sua lotta dall'ordine dei giornalisti, che ha insignito del "titolo" di giornalista ad honorem il conduttore di Partinico. Molti attaccano chi l'ha denunciato (probabilmente per invidia), facendo intendere che il PM ha solo fatto il suo dovere e il "cattivo" di turno sia l'invidioso cittadino. Molti dimenticano invece che il PM (in questo caso risponde al nome di Paoletta Caltabellotta) dovrebbe "svolgere altresì accertamenti su fatti e  circostanze a favore della persona sottoposta alle indagini”, art. 358 c.p.p.  leggi tutto

Pino Maniaci e l’informazione antimafia sotto tiro
Pino Maniaci conduttore del Tg di Telejato, tv di Partinico (Pa), è stato rinviato a giudizio per "esercizio abusivo della professione di giornalista". La citazione diretta è stata disposta dal pubblico ministero di Palermo Paoletta Caltabellotta. Il processo è stato fissato davanti al giudice monocratico di Partinico il prossimo otto maggio. Secondo l’accusa, Maniaci, "con più condotte, poste in essere in tempi diversi ed in esecuzione del medesimo disegno criminoso", avrebbe esercitato abusivamente l’attività di giornalista in assenza della speciale abilitazione dello Stato. Pino da anni lavora a Telejato, emittente che più volte è stata minacciata, querelata e contestata da boss e notabili della zona di Partinico. L’anno scorso Maniaci era stato minacciato di morte dal figlio di un boss della famiglia Vitale.
"Hanno rinviato a giudizio Pino Maniaci per ’esercizio abusivo della professione’. Pino Maniaci - dice Riccardo Orioles, direttore responsabile di Telejato -, prima di essere un antimafioso che rischia la pelle per il suo paese, è anche uno dei migliori giornalisti d’Italia: Telejato è conosciuta in paesi in cui non sanno nemmeno cosa sia "La Sicilia" e il "Giornale di Sicilia". Come direttore responsabile di Telejato affermo che Pino Maniaci ha sempre esercitato la sua professione in maniera niente affatto abusiva ma chiara ed esemplare. Intendo - conclude Orioles - ricostruire l’iter di questa bizzarra incriminazione ed accertare in particolare se qualche collega siciliana abbia avuto parte in calunnie verso Pino Maniaci. Invito l’ordine nazionale dei giornalisti ad attivarsi con me in tal senso".   leggi tutto
Relazione annuale [ febbraio 2008 ] della Commissione Parlamentare di inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata mafiosa o similare   leggi tutto
Testimone di giustizia: "Dico basta! Voglio vivere pienamente o morire"
Pino Masciari, una delle rare persone che hanno deciso di perseguire la strada della legalità denunciando estorsioni, racket, denunciando connivenze tra politica e imprenditoria mafiosa calabrese, ha deciso di lasciarsi morire con uno sciopero della fame e della sete. Abbiamo però paura che il nome di Pino in molti lo conosceranno solo dopo un film sull'antimafia, perchè si sa, essere eroi e contemporaneamente vivi, non è di moda.
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  Leggiamo con piacere sul settimanale locale "IL VENTO" ( n.54 del 21 marzo 2009 pag 12 ) quanto segue: <<A La Maddalena ADSL in fibra ottica. Entro la fine di aprile sarà disponibile in tutta l'isola di Maddalena, Moneta inclusa, l' ADSL a fibra ottica, unico caso in Sardegna escludendo Cagliari. Con i lavori del progetto Six 2 finanziati dalla Regione Sardegna il collegamento proveniente da  Abbatoggia porterà internet ultra veloce alle tre centrali di Padule, via Magnaghi e Moneta, dalle quali sarà diramata in tutte le case e gli uffici di La Maddalena.>>

  Sardegna, terra di conquista. All'inizio degli anni ottanta la Sardegna diventa improvvisamente un richiamo irresistibile per la mafia siciliana che decide di reinvestire il denaro sporco (derivante principalmente dai traffici di droga) in palazzi e terreni. leggi tutto  

Postilla. Investimenti della malavita organizzata nelle coste sarde, specialmente in Gallura. Non è una novità. Una circostanza che torna ciclicamente, e anche casualmente, esito di inchieste che seguono altre piste. La compravendita di aree fabbricabili o complessi realizzati spesso per via di piani molto compiacenti agevola in molto casi il riciclaggio di denaro sporco. Da almeno una trentina di anni, come hanno riferito i magistrati in varie occasioni, somme considerevoli transitano da queste parti per diventare pulite case a schiera. È facile immaginare che tanto denaro abbia inciso in modo rilevante nei processi decisionali. Un'altra ragione per sostenere fermamente le ragioni del Piano paesaggistico: lo spreco di luoghi bellissimi è a vantaggio di pochi e succede che che tra questi ci siano mafiosi e camorristi (s.r.) leggi tutto

Report su Catania: I Vicere’ di Casablanca. E’ sicuramente nel nome della rivista fondata da Graziella Proto e Riccardo Orioles che si può trovare la chiave di interpretazione per comprendere fino in fondo i meccanismi di una città come Catania. di Lorenzo Baldo (Antimafia2000) 26 marzo 2009, di Redazione   leggi tutto

  Le false promesse del Centro-Destra  leggi tutto

  Chiude lo I.A.M. ma nessuno parla...  leggi tutto

 Dal Vernacoliere di Marzo 2009. L'editoriale italiano di Mario Cardinali. Senza peli sulla lingua. L'ultima libertà. leggi tutto

  Traffico illecito rifiuti, 13 ai domiciliari. Indagini sul campo coordinate dal colonnello 'Ultimo'
Roma, 9 mar. (Apcom) - Quella che posta in essere intorno all'impianto di Colleferro è stata una "attività inquinante, dannosa per l'incolumità pubblica, portata avanti in modo sistematico, senza alcuna remora, con l'unico miraggio del profitto". leggi tutto

  Gioacchino Genchi denuncia, dal blog di Grillo leggi tutto

Rapporto UNEP sullo stato di salute del pianeta terra  leggi tutto

Welcome to new Italy    leggi tutto

  Lettera aperta a Renato Soru  leggi tutto

  Confermo parole dette a videolina e suggerisco attenta lettura elaborato tecnico d'intesa comune/regione. Replica di ughino a nuvola rossa: http://tinyurl.com/dkd74j

   Il prestanome di silvietto, ughino, dice le bugie sulla nostra isola a videolina e nuvola rossa tuona: http://tinyurl.com/dlkcg2

Non ci piace piangere i morti e fregare i vivi. Per questo motivo metto on line il comunicato stampa di Vita Maria Atria, che prende le distanze dall'uomo (uno dei tanti) che ha capito che il filone dell'antimafia è un business. leggi tutto

  Norberto Bobbio: L'assedio della mafia alla democrazia. leggi tutto

 
Tecnica del colpo di stato. Ci sono due tipi di persone completamente differenti, in questi giorni, che appaiono confuse fra loro ma non hanno, come esseri umani, assolutamente nulla in comune. Quelli che in buona fede "difendono la vita" e la danno giustamente un valore superiore a ogni altra cosa. E quelli che difendono semplicemente un potere. I primi sbagliano solo, secondo me, su un elemento di fatto: un corpo che credono vivo (per come presentato dai media) e che in realtà non lo è. I secondi, lucidissimi, gestiscono il passaggio finale del Piano di Rinascita: l'abolizione dell'odiata democrazia (comunista, faziosa, antifascista, demagogica, senzadio, modernista e chi più ne ha più ne metta: sono tutte definizioni storicamente usate in un momento o nell'altro) e l'instaurazione del regime d'ordine, della dittatura dei pochi. leggi tutto

  Quattro righe per un morto sul lavoro  "Giuseppe Gatì Savio, nato ad Agrigento il 18 /10/1986, residente a Campobello di Licata (AG), cittadino libero. Ho voluto specifocare il mio “status”, per combattere il servilismo che ogni giorno di più avvolge il nostro Paese. Ho scelto di rimanere in Sicilia, di non andare via anche se vivere qui è duro, durissimo...".  leggi tutto

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